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v0.74.2

26 luglio 2026

Aggiornare FlowSharp non ti butta più fuori, e nessun aggiornamento parte senza un backup verificato. Chi teneva la pagina aperta durante un rilascio veniva spesso disconnesso e vedeva comparire una fila di errori rossi. Sotto c'era un difetto vero: un database momentaneamente irraggiungibile veniva raccontato come «sessione scaduta». Ora la pagina aspetta e riprende da sola.

  • Miglioramento

    Un aggiornamento non ti butta più fuori

    Mentre i servizi si riavviano, per qualche secondo il sistema non riesce a consultare i propri dati. Prima questa condizione era indistinguibile da «la tua sessione non vale più», e l'effetto era la disconnessione. Ora le due cose sono distinte: se il problema è temporaneo la pagina lo dice e riprova, e tu resti dove sei. Al posto della pioggia di errori compare un'unica fascia in alto — «Connessione al server persa, riprovo» — che sparisce da sé appena le cose tornano a funzionare. Le richieste vengono ritentate per una ventina di secondi, il tempo che serve a coprire un riavvio, mentre quelle che non migliorerebbero riprovando non vengono più ritentate inutilmente. E se resti sulla pagina mentre viene pubblicata una versione nuova, compare un invito discreto a ricaricare: nessun ricaricamento forzato, l'offerta la accetti tu.

  • Sicurezza

    Nessun aggiornamento parte senza un backup verificato

    Il backup viene fatto prima dell'aggiornamento e viene controllato: se non riesce, l'aggiornamento non parte affatto. Meglio rimandare che scoprire il problema dopo. Il controllo non si limita a verificare che il file esista, ma che sia leggibile davvero. I backup ruotano da soli e la cartella di destinazione si può scegliere, così su un server la si fa coincidere con quella inclusa nel salvataggio esterno del fornitore. Le prove di ripristino vengono annotate con data ed esito: un backup mai ripristinato è soltanto un'ipotesi.

  • Miglioramento

    Installare FlowSharp: un solo percorso

    Esisteva più di un modo di installare FlowSharp, e uno solo era mantenuto: quello descritto dalla guida non riceveva gli aggiornamenti di sicurezza applicati all'altro. È stato eliminato. Resta un unico percorso, quello aggiornato, e la documentazione ora descrive un'installazione che funziona davvero dall'inizio alla fine. Le credenziali di esempio non compaiono più nella guida — non venivano più create da tempo, ma continuavano a essere elencate come se fossero il modo di entrare — e sono stati corretti gli indirizzi della procedura di primo avvio, che indicavano una porta non raggiungibile dall'esterno.

  • Sicurezza

    Gli utenti di esempio nelle installazioni più vecchie

    Le installazioni create prima della versione 0.74.0 contengono ancora gli utenti di esempio, con password note a chiunque legga il codice sorgente. Il blocco introdotto in quella versione impedisce di ricrearli, ma non rimuove quelli già presenti. Esiste ora una procedura documentata per verificare se ci sono e neutralizzarli in sicurezza, chiudendo insieme le sessioni ancora aperte a loro nome. La procedura è stata eseguita e verificata prima di essere pubblicata.

  • Sicurezza

    Verifiche più severe su automazioni e allegati

    Quando si consulta l'esecuzione di un'automazione, il sistema verifica che appartenga davvero al flusso da cui si è partiti. Prima il controllo scattava solo se erano presenti tutti gli elementi da confrontare: se uno mancava, la risposta passava lo stesso. Ora l'assenza di una verifica non vale più come verifica superata. Sul fronte degli allegati: eliminando una procedura, il file può restare su disco per un problema tecnico anche quando la procedura è stata rimossa correttamente. Prima la cosa finiva in una riga di diagnostica che nessuno consulta; ora viene registrata dove si può ritrovarla, ed esiste uno strumento per individuare e ripulire i file rimasti indietro.