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29 luglio 2026
Il logo caricato si vede, e le regole valgono anche fuori dall'interfaccia. Il caricamento del logo riusciva davvero — il file veniva salvato — ma nessuno poteva rivederlo: ecco perché il difetto è rimasto invisibile a lungo. Insieme arrivano sei correzioni di sicurezza, il lavoro che non resta più bloccato in coda, e una lunga serie di regole che il prodotto prometteva senza farle rispettare fuori dalle proprie schermate.
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Miglioramento
Il logo si vede, e i file grandi si caricano
Il logo caricato mostrava l'icona di immagine rotta, senza alcun messaggio d'errore: il file veniva salvato correttamente, ma l'indirizzo restituito non arrivava al servizio che serve quei file. Il difetto colpiva anche l'icona del sito, il logo nell'intestazione e le pagine di stampa. Accanto ne è emerso un secondo: un limite tecnico predefinito, più basso di quelli dichiarati dal prodotto, respingeva ogni caricamento oltre 1 MB prima ancora che arrivasse a destinazione — le procedure in PDF fino a 10 MB non erano mai state caricabili.
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Design
Branding in una sezione propria
Logo e colori hanno ora una voce dedicata nel menu Gestione, invece di stare in fondo alle informazioni dell'organizzazione. Le due sezioni salvano in modo indipendente: modificare il branding non tocca l'anagrafica, e viceversa.
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Sicurezza
Una chiave personale non amplia ciò che puoi vedere
Qualunque utente può generarsi una chiave per collegare un assistente AI, e quella chiave nasceva senza restrizioni. Nel contratto usato dagli assistenti «nessuna restrizione» significa «tutto»: anche un utente in sola lettura, senza alcun elemento assegnato, poteva elencare tutti i processi e gli elementi dell'organizzazione e aprirne il dettaglio. Ora la visibilità viene calcolata a ogni richiesta con le stesse regole che valgono nelle normali schermate, così l'assistente vede esattamente ciò che vedi tu.
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Sicurezza
Credenziali e sessioni si chiudono quando devono
I collegamenti monouso per il recupero password non sono più utilizzabili due volte: due richieste simultanee potevano passare entrambe, perché il controllo e il consumo erano due passaggi separati. Una chiave revocata smette ora di funzionare subito anche sulle connessioni già aperte, mentre prima una sessione avviata poco prima continuava a operare con i vecchi privilegi fino a un'ora, comprese le scritture; lo stesso vale per una chiave scaduta, disattivata o con il ruolo abbassato. E il canale degli aggiornamenti in tempo reale si chiude alla scadenza della sessione invece di restare aperto indefinitamente, senza più annunciare attività su processi che chi ascolta non è autorizzato a vedere.
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Sicurezza
Il server di posta non punta più all'interno
L'indirizzo del server di posta configurabile dall'organizzazione arrivava a destinazione senza alcun controllo: la protezione esisteva per i provider che funzionano via web, ma non per quelli tradizionali. Ora vale per entrambi, viene applicata anche subito prima di ogni invio e non solo al salvataggio, e la connessione viene ancorata all'indirizzo verificato. La cronologia di un elemento, inoltre, oscura i campi sensibili anche quando viene letta da un assistente, come già faceva nell'interfaccia.
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Miglioramento
Il lavoro non resta più bloccato
Se un processo limita quanti lavori possono procedere insieme, la chiusura di un elemento sulla fase finale non liberava il posto: la coda restava ferma e chi aspettava non partiva mai. Le attività si completano ora nell'ordine previsto anche a mano o da un assistente esterno — la regola valeva solo per l'avvio automatico, quindi si poteva chiudere la terza lasciando aperta la prima. Un limite di ripetizioni viene finalmente rispettato, perché il conteggio escludeva proprio i passaggi che avrebbe dovuto contare. E una scadenza impostata su una fase finale non riprova più all'infinito: la configurazione viene rifiutata alla pubblicazione e, sui processi già pubblicati, non tenta un'operazione impossibile.
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Miglioramento
Modelli ed esportazioni completi
Salvando un processo come modello ora si portano anche le viste condivise, le variabili e le dipendenze dichiarate, oltre ai KPI già inclusi dalla versione precedente. Lo stesso valeva per l'esportazione e per quella tramite assistente: tre percorsi che dovevano produrre lo stesso documento e ne producevano tre diversi. I modelli e i file esportati in precedenza non sono recuperabili e vanno rigenerati.
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Miglioramento
Errori che si vedono e contratti che valgono
Importare un processo con un'attività malformata spiega ora cosa non va, invece di restituire un errore del server, e lo stesso vale per un modello salvato in passato. Creare un processo passando le impostazioni di avvio non le ignora più in silenzio: vengono rifiutate con un messaggio che indica dove impostarle davvero. Un nome di connettore già in uso riceve una risposta chiara anche quando due persone lo creano nello stesso istante. Le pagine di elenco e statistiche rifiutano i filtri inesistenti invece di rispondere come se li avessero applicati. Il confronto fra due versioni di un processo non segnala più differenze che non ci sono. E un assegnatario fatto di soli spazi viene rifiutato, invece di essere interpretato come «nessun assegnatario».
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Miglioramento
Le risposte lente non sovrascrivono più il tuo lavoro
Una ventina di situazioni condividevano lo stesso difetto: una risposta che arrivava tardi veniva applicata anche se nel frattempo avevi cambiato schermata, filtro, conversazione o selezione. Fra queste, la descrizione generata dall'AI che cancellava il testo appena scritto, il copilota che applicava una proposta a un disegno ormai diverso, l'esito di un test provider riferito a una configurazione già modificata e la chiusura di un'attività che chiudeva quella sbagliata. Nella stessa direzione: le selezioni non puntano più a elementi spariti dopo un aggiornamento, il collegamento diretto a una pagina conserva filtri e posizione dopo l'accesso, e l'indirizzo per creare un nuovo processo funziona invece di essere letto come l'identificativo di un processo inesistente.
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Design
Stampe, date e lingua
La stampa di una mappa si ferma se manca il disegno principale, invece di produrre un documento senza il suo contenuto, e propone di ritentare. Il grafico dell'andamento mostra il giorno giusto anche per chi lavora a ovest del meridiano di Greenwich. Le generazioni assistite dall'AI hanno tempi di attesa adeguati su tutte le operazioni e non solo su alcune. La durata si scrive nella lingua scelta, e il messaggio di benvenuto nascosto resta nascosto per la persona giusta invece che per il browser.
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Integrazione
Modifiche che richiedono attenzione
Le variabili modificate tramite API richiedono ora di dichiarare quale versione si sta modificando: chi scrive senza indicarlo riceve una risposta esplicita che spiega come procedere. È una tutela, perché una variabile alimenta formule, regole e modelli dell'intera organizzazione e una scrittura alla cieca cancellava il lavoro altrui senza lasciare traccia. La forzatura manuale di stato richiede ora un motivo scritto anche quando viene chiamata direttamente, come già chiedeva l'interfaccia: prima l'operazione passava e nello storico compariva un testo generico. Alcune configurazioni che a sistema non funzionavano — una scadenza su una fase finale, un limite di ripetizioni senza destinazione di uscita — impediscono ora la pubblicazione finché non vengono corrette. E chi installa il prodotto in azienda con il server di posta sulla rete locale deve dichiararlo nella configurazione, come già previsto per il motore AI.