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v0.75.2

30 luglio 2026

Quello che configuri si vede, quello che il prodotto dichiara vale. I colori del brand ora colorano davvero l'interfaccia, invece di salvarsi senza effetto. Le scadenze non girano più a vuoto in silenzio. Il designer dice la verità su cosa succede quando marchi una fase come conclusiva, invece di nascondere i controlli e lasciare il grafo a raccontare un'altra storia. E la chiave per collegare un assistente AI non viaggia più dentro l'indirizzo.

  • Design

    I colori del brand si vedono davvero

    Colore primario e colore di accento si salvavano correttamente e non cambiavano nulla nell'interfaccia: il valore arrivava alla pagina, ma nessuna parte dell'aspetto lo leggeva. Ora il colore primario colora le azioni principali, la voce di menu attiva e il contorno di selezione da tastiera, mentre l'accento colora i collegamenti testuali. Il testo sopra i fondi colorati si adatta da solo per restare leggibile con qualunque tinta, comprese quelle molto chiare o molto scure, e i colori funzionano anche a tema scuro. Chi non ha impostato alcun colore non noterà differenze: l'aspetto resta identico a prima.

  • Miglioramento

    Le scadenze non girano più a vuoto

    Se la fase di destinazione di una scadenza non era anche un passaggio disegnato nel grafo, l'operazione falliva e veniva riprovata ogni minuto, per sempre, senza che nessuno se ne accorgesse. Ora la destinazione di una scadenza è riconosciuta per quello che è: una via d'uscita di emergenza, non un passaggio ordinario del processo. Entrando in una fase per scadenza, poi, la scadenza della nuova fase ora vale, mentre prima veniva cancellata subito dopo l'ingresso e l'elemento restava lì senza limiti di tempo. E una scadenza su una fase conclusiva è di nuovo ammessa: la versione precedente l'aveva vietata alla pubblicazione, ma è una configurazione legittima e utile, perché un elemento arrivato alla fase finale resta aperto finché le attività di chiusura non sono svolte — e se non le svolge nessuno serve una via per farlo risalire.

  • Miglioramento

    Il designer dice la verità sulle fasi conclusive

    Marcare una fase come conclusiva nascondeva la tipologia della fase e le transizioni in uscita, ma il grafo continuava a mostrarle: si costruiva senza accorgersene un processo non pubblicabile, e lo si scopriva solo al momento della pubblicazione. Ora l'operazione chiede conferma ed elenca esattamente cosa rimuove, le transizioni in uscita vengono davvero eliminate, la tipologia diventa automatica e le regole restano salvate nel caso si torni indietro. Le vie d'uscita di emergenza di una fase conclusiva si vedono infine nel grafo, disegnate con un tratto discontinuo e l'indicazione della scadenza, per distinguerle a colpo d'occhio dai passaggi ordinari. Il grafo non accetta più di disegnare un passaggio in uscita da una fase conclusiva, né dal collegamento diretto né dal pulsante di aggiunta rapida, e nemmeno il copilota AI può proporne.

  • Sicurezza

    La chiave dell'assistente esce dall'indirizzo

    L'indirizzo per collegare un assistente AI conteneva la chiave segreta al proprio interno, dove è esposta — e per il canale principale quell'indirizzo non funzionava nemmeno, perché il servizio rifiuta le chiavi passate così. Ora l'indirizzo è pulito e la chiave si copia da un campo dedicato. Creare una chiave di accesso con un doppio clic, inoltre, non lascia più una credenziale attiva e invisibile: la chiave si vede una sola volta, e la seconda creazione produceva una credenziale valida che nessuno aveva mai letto e che quindi nessuno poteva revocare sapendo di farlo. Annullare il collegamento dell'estensione ferma ora davvero l'operazione, invece di lasciarla proseguire e inviare il token dopo il cambio di pagina, e i collegamenti che aprono una nuova finestra non le danno più alcun controllo sulla pagina di partenza.

  • Miglioramento

    Le variabili sono protette, e i riferimenti si vedono

    Una variabile usata da un processo pubblicato non si può più cancellare né rinominare: la protezione esisteva solo per le variabili usate nei calcoli degli indicatori, e ignorava i limiti di lavori contemporanei, le regole e i modelli di attività — il riferimento restava nel processo puntando al nulla. Pubblicare un processo che usa una variabile inesistente viene ora rifiutato, con l'indicazione di quale variabile e in quale punto; in bozza è solo un avviso, così si può continuare a lavorare sapendo già cosa manca. Il processo esportato conserva infine le variabili che dichiara di usare anche quando non esistono più, invece di far sparire la dipendenza dal documento proprio quando saperlo conta di più.

  • Miglioramento

    Assegnatari, code e conferme

    I processi generati dall'assistente AI portano ora con sé anche gli assegnatari delle attività: prima l'assegnatario compariva nella definizione ma le attività nascevano senza nessuno assegnato, in silenzio, così il processo sembrava configurato e non lo era. Gli elementi in coda per il limite di lavori contemporanei ricompaiono nelle statistiche anche quando quel limite è espresso con una variabile, mentre prima la fase spariva dal riquadro delle fasi sature e la coda esisteva senza vedersi. Forzando manualmente il passaggio di fase, le attività della fase abbandonata vengono chiuse invece di restare aperte a sporcare le code, gli avvisi e lo storico, mentre le attività di completamento della fase conclusiva restano utilizzabili. Il comando di forzatura non viene più offerto sugli elementi già conclusi, e copiare l'indirizzo di attivazione conferma ora la copia e segnala se non è riuscita.