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v0.76.0

1 agosto 2026

Un dato riservato resta riservato ovunque, e ognuno vede solo ciò che gli spetta. Una protezione vale quanto la sua via d'uscita meno sorvegliata: un campo poteva essere oscurato nella scheda dell'elemento e comparire in chiaro nell'indicatore calcolato su quello stesso campo, e un ruolo di sola lettura poteva non vedere alcun flusso nella propria lista e conoscerne comunque nomi e volumi da un'altra schermata. Ora la riservatezza segue il dato ovunque venga ricalcolato, la visibilità è la stessa da qualunque parte si arrivi, e i collegamenti con gli assistenti esterni funzionano come previsto dallo standard.

  • Sicurezza

    I dati riservati restano riservati ovunque

    Un campo dichiarato riservato veniva correttamente oscurato nella scheda dell'elemento, ma l'indicatore costruito su quello stesso campo mostrava il numero esatto nella medesima risposta: la protezione era aggirabile senza alcuno sforzo. Ora la riservatezza segue il dato ovunque venga ricalcolato — valori del singolo elemento, totali di flusso, ripartizioni per etichetta, andamento nel tempo e obiettivi — e si propaga lungo l'intera catena, anche quando un indicatore ne aggrega un altro. Sono state chiuse anche le tracce indirette: l'esito di un obiettivo, letto accanto alla soglia, diceva da solo se il valore reale l'avesse superata, e persino la data di chiusura lo rivelava. Restano in chiaro soglia, scadenza e note: sono scelte di chi governa il processo, non misure. Le stesse protezioni valgono sul canale usato dagli assistenti conversazionali.

  • Sicurezza

    Ognuno vede ciò che gli spetta

    Una chiave di integrazione con permesso di sola lettura, creata senza indicare quali flussi potesse leggere, accedeva a tutti — mentre lo stesso ruolo dall'interfaccia non ne vedeva nessuno: il nome del permesso limitava le scritture ma non l'ampiezza delle letture. Ora, se non indichi nulla, la chiave vede quello che vedrebbe quel ruolo; indicare esplicitamente dei flussi resta una concessione e vale così com'è. Anche le schermate di analisi rispettano la visibilità: panoramica, piano di automazione, fasi sature e pagine di dettaglio mostravano nomi, identificativi e volumi di flussi che non potevi aprire, e dai totali si poteva dedurre la dimensione dell'organizzazione. Infine indicatori, viste, campi e procedure collegate di un flusso seguono la visibilità del flusso stesso: chi non può aprirlo non ne legge più la configurazione conoscendone l'indirizzo.

  • Integrazione

    Assistenti esterni e credenziali

    Collegare un assistente esterno falliva con un messaggio incomprensibile che invitava a inserire credenziali inesistenti: la chiave veniva accettata solo in forme non standard e la ricerca automatica delle impostazioni riceveva una pagina web al posto di una risposta. Ora la forma standard è accettata e chi non la usa riceve un errore chiaro — e la chiave non deve più viaggiare nell'indirizzo, dove finisce nei registri e nella cronologia. Le chiavi di integrazione possono finalmente avere una scadenza: era mostrata nell'elenco ma nessuna schermata permetteva di impostarla, quindi nessuna chiave ne aveva una. Il collegamento dell'estensione verifica ora davvero l'identificativo del browser: il controllo esisteva solo nella pagina, quindi si potevano generare credenziali valide tre mesi con un identificativo inventato e l'elenco delle connessioni attive non distingueva più un collegamento reale da uno fabbricato. E l'assistente scelto per l'anonimizzazione deve esistere davvero, e non può essere l'assistente stesso.

  • Miglioramento

    Ricerche e campi lunghi non fanno più cadere il server

    Un carattere non ammesso in un campo di ricerca produceva un errore interno su procedure, elementi ed eventi: ora riceve un rifiuto spiegato. E i valori troppo lunghi vengono rifiutati con chiarezza invece di arrivare al database e restituire un errore tecnico — valeva per il riferimento all'oggetto esterno, dove il messaggio interno risaliva fino a chi aveva chiamato, per la ragione sociale dell'organizzazione e per il codice di un flusso creato da un agente.