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2 agosto 2026
Quello che il flusso dichiara, adesso vale davvero. Attesa dei dati, limite di lavori in corso, tempi di risposta, campi obbligatori al completamento, priorità: erano tutte impostazioni che si potevano configurare e che poi, in tutto o in parte, nessuno faceva rispettare. Ora l'attesa sospende davvero le attività e si scioglie appena i dati arrivano, un elemento in coda non avanza come se fosse attivo, l'escalation crea il lavoro nella fase di destinazione, e i campi obbligatori valgono identici su ogni canale.
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Miglioramento
L'attesa dei dati è una vera attesa
Le attività di una fase in attesa dei dati richiesti nascevano subito e restavano completabili a mano: si poteva chiudere il lavoro di una fase che il flusso non aveva ancora ammesso. Ora il completamento viene rifiutato con una spiegazione, allo stesso modo dall'interfaccia, dall'estensione, dalle integrazioni e dagli agenti. E l'attesa si scioglie da qualunque parte arrivino i dati: prima la verifica veniva rifatta da un solo punto d'ingresso su sei, così un elemento poteva restare fermo pur avendo già tutto il necessario. Anche gli elementi generati da un'altra attività passano ora dagli stessi controlli, invece di nascere scavalcando l'intera catena d'ingresso.
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Miglioramento
Il limite di lavori in corso è un limite
Il limite era dichiarato ma aggirabile: un elemento messo in coda per saturazione poteva avanzare come se fosse attivo, e la fase finiva per lavorarne più di quanti ne ammettesse. Ora la transizione viene rifiutata finché l'elemento non viene ammesso, mentre le vie automatiche del sistema — scadenze, tempi di risposta, rilascio dalla coda, sblocco d'emergenza — restano libere di muoverlo. Il messaggio dice quali uscite esistono davvero, invece di prometterne una che in certe configurazioni non c'è, e l'impostazione sull'ordine di rilascio compare solo dove una coda esiste davvero, descrivendo l'ordine reale: prima la priorità, poi l'ordine di arrivo.
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Miglioramento
I tempi di risposta producono effetti
Il passaggio automatico per tempo scaduto spostava l'elemento ma lasciava la fase di destinazione vuota: le attività non venivano create, nessuno riceveva il lavoro e l'escalation non produceva alcun effetto pratico. Ora la fase di destinazione viene aperta per intero. Inoltre gli elementi già arrivati a destinazione non intasano più il controllo periodico, dove restavano candidati per sempre occupando il turno di quelli da valutare davvero.
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Miglioramento
Campi obbligatori: stesse regole su ogni canale
L'estensione per il browser saltava ogni verifica sui campi obbligatori al completamento di un'attività — bastava non inviare il campo — e le tre copie del controllo sparse nel prodotto erano già divergenti fra loro. Ora la verifica è una sola: esito, motivazione e tempo impiegato sono richiesti dovunque si completi un'attività, gli spazi non contano come risposta e l'errore restituito è lo stesso su ogni canale. Un requisito dichiarato a livello di flusso o di organizzazione vale anche per gli agenti, che prima leggevano solo quello della singola attività. Infine non si aggiungono più attività a un elemento già concluso, mentre le attività di chiusura di un elemento concluso tornano completabili.
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Miglioramento
La priorità ordina le viste
Un flusso dichiarato con priorità non ordinava nulla: l'impostazione esisteva e restava senza effetto. Ora le viste di quel flusso partono ordinate per priorità, e i valori mancanti o non numerici finiscono in fondo — in entrambi i versi — senza mai far fallire l'elenco.
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Miglioramento
Riferimento all'entità e unicità sono due scelte distinte
«Serve un riferimento all'entità» e «quel riferimento dev'essere unico» erano un solo interruttore: chi voleva soltanto l'obbligo del riferimento si trovava anche il divieto di aprire un secondo elemento per la stessa entità. Ora sono due impostazioni separate, e i flussi esistenti conservano esattamente il comportamento che avevano. Il testo distingue anche i due casi: con l'avvio singolo si può ripartire quando il precedente è chiuso, con l'avvio una-tantum il rifiuto è definitivo.
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Miglioramento
Configurazioni che non ingannano più
Un avviso via email senza destinatario veniva accettato senza obiezioni e poi non partiva mai. Ora viene rifiutato alla scrittura, il registro del sistema dice esplicitamente quando una consegna viene saltata per questo motivo, e lo stesso vale per le notifiche interne. La scheda degli avvisi indica quale passaggio è incompleto e non presenta più come «assegnatario» un destinatario che non è stato scelto: prima l'errore era irrisolvibile restando nell'interfaccia. Alla pubblicazione viene inoltre segnalata una regola in attesa di un evento a cui nessuno è iscritto, perché non potrebbe mai scattare — è una segnalazione, non un blocco. E i ruoli personalizzati arrivano all'interfaccia, che quindi non nasconde più un'azione a chi ne ha diritto.